Svendiamo la zavorra

Luglio 24, 2008

Diciamo che finalmente Bracciocorto s’è dato una svegliata, e finalmente PederSolo appare un po’ meno solo, ma resta il fatto che in società manchi la figura dell’amministratore delegato, come in ogni azienda che si rispetti. E, purtroppo, la squadra di calcio è diventata un’azienda. Il nuovo acquisto si chiama Ignazio, di cognome Abate. Giovane di belle prospettive, con un ottimo piede e una buona corsa dalla metà campo in su. Chissà che il suo arrivo non possa sbloccare anche la partenza di quel David Di Mestiere che continua ogni giorno di più a ribadire di essere un mercenario, magari un bel Guberti, giovane, talentuoso e meno scassaballe di lui, sarebbe meglio. Ma Bracciocorto lo sa che ancora non basta. Non basta perché i tifosi del Toro li puoi rabbonire per un po’, ma dopo se le cose vengono portate avanti si incazzano di nuovo. E così, ora che il centrocampo è sistemato, c’è ancora la difesa da mettere a posto, oltre a quella famigerata punta che tarda sempre ad arrivare.

Ma a forza di acquisti (che parolone, a forza) qui la rosa a disposizione di mister Ritorno supera i 30 giocatori, e di questi solo poco più della metà sono utili. Tutta quella zavorra conviene sistemarla da qualche parte, e poco importa se con Bjdonevic non si riesce a incassare granché. Per uno come lui è già tanto che le offerte ci siano. Si parla dell’Empoli, ma Bracciocorto lo vuole scambiare con Pozzi. Ci sembra troppo, l’Empoli non ci ha mai fatto nulla di male. Speriamo sempre che il buon Vince Piediamartello resti tra noi, e speriamo sempre che Simone Bidone se ne vada. Lo so, lo bacchettiamo sempre. Però non possiamo prendercela con Salvatore Panna, che farà pure venire il batticuore ogni volta che tocca palla, ma almeno si sbatte per la squadra. Quindi ce la prendiamo un po’ con David Di Mestiere, già citato all’inizio. Quell’attaccante che crede di essere un campione, del quale ricorderemo sempre quella sua frase “se fossi un fenomeno non giocherei nel Toro”. E chi se lo dimentica? Ora vuole andare alla Roma. I giallorossi stavano proprio cercando un centro-panchinaro destro, lui potrebbe fare al caso loro. Stesso discorso per il Napoli, anche lì gradirebbe andare. Però credo che per quel ruolo i partenopei siano già coperti.

Ad ogni modo, così non ci si comporta. L’irriconoscenza è una brutta bestia, come lui. Non ci stupiamo che vadano d’accordo. D’altronde di uno scassaballe che spacca lo spogliatoio non abbiamo proprio bisogno, oltretutto rischia pure di traviare il Principino Granata! Nel frattempo il Guerriero Stellone lo vediamo un po’ triste, starà pensando al suo Sbagliatic, finito chissà dove. Insomma, Bracciocorto non fermarti, ma non prendere Paloschi. Segnare un gol dopo 18 secondi dall’ingresso in campo al proprio esordio in serie A non ci sembra abbastanza per uno così giovane. Mica possiamo diventare i vivai delle altre squadre, prendiamone uno un po’ più navigato, così da poter mandar via sia Lentola che Abbrustolito. E chi se ne frega se li svendiamo. Ripeto, è già tanto che per loro ci siano delle offerte. Vabbè dai, per Abbrustolito questo discorso vale si e no. Almeno in vita sua qualche volta è andato in doppia cifra, anche se in B.

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