Bracciocorto ha finalmente deciso di comprare un dannato regista. E’ arrivato Jurgen Saumel, onesto pedalatore austriaco abile nell’impostazine del gioco che ha la sfortuna - appunto - di giocare nella nazionale austriaca. Una nazionale che non vincerà mai nulla e che alle qualificazione esulta per aver vinto una partita su dieci. Purtroppo l’Austria non ha mai avuto una grande tradizione a livello di competizioni continentali, ma il buon Saumel - peccato per lui - l’avrebbe meritato. Alla fine è giovane, volenteroso, grintoso, ed ha capito subito che alla prima conferenza stampa bisogna dire di aver “fortemente voluto il Toro”. Lo dicono tutti, non possiamo fargliene una colpa.

Fortunatamente ora è il caso di sfoltire il centrocampo, e la prima cessione potrebbe essere finalmente Simone Bidone. Invece no! Mi dicono che potrebbe partire Grella per 5 milioni di euro. Vince Piediamartello se ne va? Uno dei pochi a pestare come un fabbro là in mezzo, che se non ha proprio la precisione di un chirurgo nei passaggi, è sicuramente rognoso come uno che si definirebbe “da Toro”. Tra l’altro se Bracciocorto dice di voler spendere altri 7 milioni, e Saumel è costato zero, non si vede la necessità di dover a tutti i costi fare cassa. Mancano ancora una punta, un centrale e un terzino destro, ma ci sono almeno altri cinque-sei giocatori da cedere, e parliamo dei soliti Abbrustolito, Lentola, Bjdonevic eccetera. Quindi non si vede la necessità di cedere proprio l’arcigno Vince. Si è vero, lui ha più mercato. Ma anche Tyson Sereni ha mercato, e non è una buona scusa per cederlo. Eppoi se partisse Vince, ci vorrebbe un degno sostituto, e la paura più grande è che la sua cessione impedisca la partenza di Simone Bidone, meglio non rischiare. Bracciocorto, con l’arrivo di Saumel stai calmando un po’ il putiferio attorno a te, non rovinare tutto proprio ora!

Una citazione va al Messina. La squadretta siciliana che da ieri sera alle 19 non esiste più. Tre anni fa si salvò quando noi finimmo all’inferno grazie a Gobbonelli e Tilli Chiomalvento. Poi noi ci iscrivemmo alla serie B ed ora siamo qui. Stavolta però il Messina non ce l’ha fatta, niente serie B, ma neanche serie C! In pratica nessuna iscrizione a nessun campionato, risultato: la squadra non esiste più. Per quanto la compagine sicula non stia proprio in cima alle nostre simpatie, è una cosa che ci rattrista e ci lascia un po’ amareggiati, perché questa è la conferma che il calcio non lo fanno quelli che corrono dietro al pallone e - soprattutto - quelli che tifano quelli che corrono dietro al pallone, ma lo fanno quelli che hanno i soldi. Il calcio d’oggi è solo e semplice mercato. E ora i tifosi del Messina che faranno? I giocatori tanto quanto, loro troveranno altre squadre e certo non avranno mica problemi di soldi da preoccuparsi di restare senza lavoro (quelli dello staff, quelli si, avranno di questi problemi). Ma i tifosi - quelli no - mica possono cambiare squadra.

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